Germinazione di semi di olivo

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Germinabilità dei semi di olivo

Sebbene l’olivo sia prodotto commercialmente per via vegetativa (innesto, talea), la propagazione del seme svolge comunque un importante ruolo sia per la produzione di semenzali da impiegare come portinnesti delle cultivar pregiate, sia nel settore del miglioramento genetico, per la costituzione di nuove selezioni varietali.

Il seme di olivo è caratterizzato da un basso potere germinativo, in quanto affetto, alla maturità del frutto, da una duplice forma di dormienza: una meccanica ed una endogena (endodormienza o dormienza fisiologica).

Dormienza meccanica o endogena

La dormienza meccanica è dovuta alla presenza di un endocarpo legnoso che ostacola l’idratazione e la diffusione di ossigeno nell’alveo embrionale, oltre a costituire un ostacolo prettamente fisico allo sviluppo dell’embrione.

Nella pratica vivaistica questo tipo di dormienza non rappresenta un problema, in quanto facilmente superabile con la rimozione meccanica o a mezzo di trattamenti dell’endocarpo prima di porre il seme a germinare.

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Più problematica, al contrario, la rimozione della dormienza endogena, attribuibile, presumibilmente, alla presenza di inibitori nell’endosperma o nel tegumento seminale, oppure ad equilibri ormonali endogeni non idonei allo sviluppo dell’embrione.

E’ un tipo di dormienza che si instaura con il progredire della maturazione del frutto e che determina, in talune cultivar, valori di germinabilità prossimi allo zero anche nei semi privati dell’endocarpo.

Prove di germinazioni condotte con la cv “Manzanilla” hanno evidenziato che l’embrione nudo non risulta affetto da endodormienza, a testimonianza che le presunte sostanze inibitrici sono presumibilmente localizzate nell’endosperma o nel tegumento seminale.

Il superamento della dormienza endogena dei semi può essere favorito dal mantenimento degli stessi in condizioni di temperatura costante: ad esempio, 15 °C per la cv “Manzanilla”.

Nella pratica vivaistica si tenta di ovviare al problema della dormienza dell’embrione prelevando i semi da frutti fisiologicamente non maturi e ricorrendo alla loro conservazione per 1-2- anni in ambienti refrigerati e ventilati o alla stratificazione all’aperto prima della semina.

Con tali interventi si riesce, in genere, ad incrementare sensibilmente la percentuale di semi germinanti. Ma il loro tempo medio di germinazione rimane comunque lungo e i semenzali che si ottengono risultano disformi nello sviluppo.

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